Calatia Makers: I ragazzi lo raccontano

 “Calatia Makers : Cogito Ergo… Do!”, ha avuto come obiettivo la nascita dei “Maestri Artigiani 4.0”.

Attraverso l’incontro tra le skills degli artigiani e le competenze dei nativi digitali abbiamo gettato le basi per costruire ponti tra la tradizione degli antichi mestieri e le nuove tecnologie. Tutto ciò è possibile grazie ad un dinamico confronto intergenerazionale, per ridestare in noi giovani l’interesse verso ciò che spesso è definito “vecchio”. Abbiamo imparato a rispettare gli artigiani e le loro conoscenze … che vengono da molto lontano.

Arrivati alla conclusione di questo percorso che è durato circa un anno ci sembra doveroso sentire dai principali protagonisti cosa ne pensano di questo periodo insieme e farci raccontare la loro esperienza.

Lasciamo quindi la parola ai ragazzi:

Un nuovo modo di educare

Come ??

Durante questo percorso ci siamo soffermati su alcuni degli antichi mestieri esistenti sul territorio.

I moduli trattati sono stati:

  • Laboratorio Presepiale
  • Laboratorio Tessile
  • Laboratorio della Sedia
  • Laboratorio della Ceramica
  • Laboratorio Calzaturiero

Con l’aiuto di artigiani abbiamo “studiato” come è stato fatto in passato sperimentando lavorazioni artigianali aiutandoci con le nuove tecnologie.

Le Attrezzature utilizzate sono state:

  • Stampanti 3D
  • Scanner 3D
  • Laser Cutter
  • Laboratorio Elettronica (arduino, raspberry, etc…)
  • Plotter da taglio Attrezzatura “classica”

Betty

Noi siamo alcuni dei giovani makers che hanno partecipato al percorso di quest’anno sull’artigianato digitale. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione di tre associazioni Snc: Libero Pensiero- Associazione italiana genitori – Associazione Famiglie Solidali “Giuseppe Ferraro” ed hanno presentato un progetto al Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Caserta che ha reso possibile tutto questo. Cercheremo in modo semplice di spiegare chi siamo e cosa abbiamo fatto. Il nostro luogo di lavoro è il maker space CALATIA MAKERS: COGITO ERGO…DO! Si chiama così perché Calatia era un’antica città (di origini etrusche, poi colonia romana) che sorgeva lungo la Via Appia, su territorio Maddalonese. Gli artigiani digitali, più conosciuti come makers, sono una realtà che sta cambiando il mondo del lavoro.
I “crafters”, i “makers”, i “wwworkers”, sono una nuova realtà produttiva che finalmente ha conquistato la centralità di questo mondo del saper fare, rivalutando storia, cultura e tradizioni italiane. Un maker space è un luogo in cui si disegna, si progetta, ci si pone domande, si pensa a soluzioni, si crea confusione, si fanno sbagli, si riprova, ci si diverte, SI CREA PARTENDO DAGLI ERRORI! È questo il motivo per il quale leggiamo “Cogito Ergo..Do!” C’è da precisare che il mondo dei makers non intende assolutamente distruggere l’artigianato come fino ad oggi è stato concepito: un “saper fare” conquistato con pazienza, sudore ed il sacrificio di generazioni di artigiani che oggi costituisce un patrimonio inestimabile che va salvaguardato.

‘Molti di noi passano la vita come dei falliti, perché siamo in attesa del ‘momento giusto’ per iniziare a fare qualcosa di utile. Non aspettare. Il momento non potrà mai essere quello ‘giusto’. Inizia dove ti trovi, e lavora con qualsiasi strumento tu possa avere a disposizione, e troverai migliori strumenti mentre stai proseguendo.’

Napoleon Hill

Martina

laboratorio presepiale

Avendo iniziato questa avventura tra ottobre e novembre dello scorso anno, abbiamo iniziato studiando l’arte presepiale con gli artigiani Sabino di Nuzzo e Michele Campolattano.
Siamo stati nel loro laboratorio e ci hanno fatto vedere alcune delle loro creazioni. Ci hanno spiegato le proporzioni che bisogna mantenere e le varie tipologie di presepe che esistono. Quindi siamo tornati qui ed abbiamo iniziato a progettare prima a mano su carta e realizzando un modellino in cartoncino, poi al computer ed infine abbiamo dato le informazioni alla macchina da taglio.

All’inizio per noi non è stato immediato, per la prima volta parlavamo di macchine a controllo numerico sottrattive, additive etc quindi abbiamo dovuto prendere un po’ di confidenza con le nuove attrezzature.

sbagliando si impara

Sbagliando si impara

<< Spero che voi facciate errori.

Perché, se state facendo errori,
allora state facendo cose nuove,
provando cose nuove,
imparando, vivendo, spingendo voi stessi,
cambiando voi stessi, cambiando il mondo.

State facendo cose che non avete mai fatto prima e,
ancora più importante, state Facendo Qualcosa.

Fate Nuovi Errori.

Fate gloriosi, stupefacenti errori.

Fate errori che nessuno ha fatto prima.

Non congelatevi, non fermatevi,
non preoccupatevi che non sia “abbastanza buono”
o che non sia perfetto, qualunque cosa sia…

Qualunque cosa abbiate paura di fare, Fatela!
Fate i vostri errori…sempre!! >>

– Neil Gaiman –

Enza

Laboratorio Ceramica

Un altro modulo è stato quello della ceramica.
Con i coniugi Sarracco abbiamo realizzato delle riggiole, particolari “mattonelle” 20×20 tipiche delle nostre zone.

La prima era più semplice, ci serviva a conoscere questa nuova arte, capire come usare il pennello etc.

La seconda è una riproduzione delle riggiole di Villa Rosebery, una delle tre residenze ufficiali del presidente della Repubblica Italiana che si trova sulla collina di Posillipo a Napoli.

Come abbiamo unito l’artigianato tradizionale con le nuove tecnologie?! Mediante la velocizzazione dei tempi dello spolvero. Praticamente cosa accade, la decorazione della riggiola è solo uno degli ultimi passaggi. Anzitutto si crea il disegno che si vuole fare su della carta, poi con un ago o un’altra punta si perforano fittamente i contorni del disegno. Successivamente si appoggia la carta forata alla superficie da disegnare e si tamponano le parti perforate con un sacchetto di tela riempito con carboncino, grafite.

Tolta la carta, si vede una traccia a puntini che, se insufficientemente dettagliata, non consente di riprodurre in maniera sufficientemente affidabile il disegno. La fase dello spolvero è molto lunga e non è quella a dare le caratteristiche dell’artigianato alla riggiola, bensi la pitturazione.

Cosa abbiamo fatto dunque? Abbiamo disegnato in maniera fedele la riggiola ed abbiamo fatto delle prove per capire con quale combinazione di potenza e velocità potessimo incidere la traccia senza rovinare il progetto finale. Avendo trovato la combinazione ottimale abbiamo iniziato a disegnare ed i prodotti potete vederli qui incollati sul muro e sulla colonna.

Sempre con i coniugi Sarracco del “Gruppo Archeologico Calatino F.Imposimato” siamo stati al Museo degli antichi mestieri. Se non lo conoscete, vi invitiamo a visitarlo

 Antonia

laboratorio tessile

Tra i vari prodotti che vedete negli stand presenti nel makerspace, ci sono quelli del modulo tessile realizzati con l’artigiano Marianna D’orta. La fase iniziale in questo modulo è stata molto lunga in quanto abbiamo anzitutto ricercato un’idea che ci piacesse, poi l’abbiamo progettata così com’era “nelle nostre teste”, quindi abbiamo realizzato il prototipo ed il prodotto definitivo. In questo ambito il punto di forza delle nuove tecnologie è stato il taglio di tutti i tessuti e soprattutto la combinazione di materiali, plastica, legno, plexiglass etc.

 Alessia

laboratorio calzaturiero

Per il settore calzaturiero siamo stati supportati dall’artigiano Stella Martone.

Ci ha spiegato che per la realizzazione di una scarpa si passa dal disegno alla selezione dei tessuti in funzione della tipologia di scarpa che si vuole realizzare e da chi la indosserà: uomo donna bambino.

Anzitutto gli stilisti ideano un modello creando un disegno che poi viene trasferito su cartamodello.
A seguito della scelta delle pelli, vengono tagliati i vari pezzi in base al cartamodello e successivamente le orlatrici assemblano i vari pezzi fino ad ottenere LA TOMAIA.
Questa poi viene trasferita ad altri artigiani del settore che aggiungono suola e tacchi dando la forma definitiva. Anche in questo caso, come nel precedente, le nuove tecnologie sono state utilizzate dapprima per il taglio del pellame e poi per la realizzazione di un semplice circuito che vi mostriamo.

Abbiamo visto come si può rendere una calzatura “innovativa” collegando dei led a dei semplici bottoni di ON OFF creando tre colori differenti. Ovviamente il prototipo sarebbe stato da assemblare nella scarpa ma per praticità abbiamo preferito lasciare i due elementi divisi: scarpa “tradizionale” e “innovazione”.

 Maria

laboratorio sedie

 

Un altro laboratorio è stato quello delle sedie, abbiamo studiato l’impagliatura classica e quella viennese. Realizzando la miniatura di una classica sedia maddalonese con l’artigiano Angelo d’albenzio.

Ognuno di noi ha raffigurato sulla “propria” sedia un simbolo della nostra città.

Emanuele

makers4

Ispirati da un video visto online su youtube i ragazzi dello staff ci hanno proposto una “sfida” tra giovani makers. Avendo visto che eravamo bravissimi, non sapevano più come “stuzzicarci” 😛

Ed ecco il primo Contest: Tinkering! Un mini concorso tra noi partecipanti! In palio?? QUESTO!

la realizzazione di un braccio idraulico.

Il concorso consisteva nel pubblicare i nostri lavori sulla pagina facebook ufficiale di snc libero pensiero.

Le foto che raccoglievano il maggior numero di preferenze vincevano il premio. Dato che siamo stati troppo bravi ( GIUSTO PER CHI NON AVESSE CAPITO LO RIPETIAMO ) e i nostri lavori sono piaciuti a centinaia di persone alla fine ci è stato proposto di realizzare tutti insieme più di un braccio idraulico come potete vedere dai lavori qui presenti.

Il braccio sfrutta i principi delle leve e della pressione in due vasi comunicanti per muoversi. In particolare ci sono 4 gradi di libertà che permettono non solo il movimento del braccio nelle tre dimensioni, ma anche la possibilità di stringere e rilasciare la ‘pinza’ alla sommità del braccio.

Per realizzare questo progetto siamo partiti da uno schema realizzato al pc e stampato dove c’erano i pezzi necessari alla costruzione, abbiamo poi provveduto a prendere le misure e riportare i pezzi sul pannello ondulato. Una volta ottenuti tutti i pezzi li abbiamo assembrati insieme con degli stuzzicadenti e la colla a caldo ed infine abbiamo collegato i ‘motori’ del braccio, ovvero le siringhe usate a mo di pistoni idraulici. E questo è il risultato:

lavori1
lavori2

Da parte nostra non possiamo che ringraziare chi ci ha permetto di realizzare tutto questo e congratularci con i ragazzi sperando di essere riusciti a trasmettere con passione le nostre conoscenze e la nostra curiosità nello sperimentare, salutandoli e approfittando dell’occasione per augurargli un buon nuovo anno all’insegna del “fare insieme”.

Ad Maiora!

CSV Asso.Vo.Ce

Comment 1

  1. Emanuele Cioffi
    3 gennaio 2018

    Questa esperienza è stata unica..mi sono divertito molto e ho conosciuto molte persone..vi ringrazio di tutto! Siamo una grande squadra!💪

Write a comment